Mercato della Bioingegneria e prospettive
Uno dei nodi da sciogliere per aumentare la competitività del Paese è senza dubbio la ricerca, l'innovazione e il capitale umano. Soprattutto l'innovazione in campo tecnologico, che assorbe manodopera istruita e qualificata, alza la redditività del capitale investito, induce strategie di espansione e alleanze a livello trans-nazionale, genera valore aggiunto ed efficienza anche a vantaggio delle imprese di dimensioni più piccole e dei settori posti lungo l'intera filiera produttiva.
La Bioingegneria costituisce un settore in cui è utile investire in innovazione per garantire la crescita del prodotto nazionale lordo grazie alla capacità dei ricercatori del settore di produrre innovazione tecnologica. Infatti, la Bioingegneria affronta problematiche di grande interesse scientifico e sociale, offrendo nello stesso tempo importanti prospettive di sviluppo sia per la ricerca scientifica e tecnologica di base sia per le applicazione cliniche ed industriali.
Gli studi di mercato nel settore biomedicale indicano, in tutti i paesi avanzati, una crescita di tutto il comparto. Tale crescita risulta mediamente moderata ma costante nel tempo, con picchi in alcuni settori a tecnologia più elevata. Lo stato attuale del mercato mondiale di prodotti medicali vede l'Europa come secondo mercato (26%) in termini di fatturato dopo gli Stati Uniti (41%) con il Giappone al terzo posto (18%). In Europa, la Germania è il paese leader, con una quota di mercato del 34%, seguita dalla Francia con il 17%, dall'Italia con il 12%, dal Regno Unito con il 9% e dalla Spagna con il 7% (tutti gli altri paesi europei insieme rappresentano il 21%). Accanto agli ambiti tradizionali, negli anni recenti sono emerse nuove problematiche e nuove opportunità di sviluppo che rappresentano le frontiere della Bioingegneria sia dal punto di vista della ricerca di base che da quello delle tecnologie, con la finalità di stimolare la nascita e il consolidamento di nuovi mercati e crescita industriale. Negli Stati Uniti e in Europa, il settore delle tecnologie per la salute rappresenta uno dei campi di maggior sviluppo per le imprese spin-off e start-up.
In Italia, il settore della Bioingegneria sta vivendo un periodo di forte crescita che ha permesso di raggiungere una produzione scientifica pro-capite ai livelli dei sistemi scientifici dei paesi più avanzati. La produzione scientifica dei 38 professori ordinari afferenti al Gruppo Nazionale di Bioingegneria si è attestata negli ultimi anni attorno alle 150 pubblicazioni/anno su rivista, per un totale di circa 600 articoli negli ultimi 4 anni. Alle capacità di ricerca e innovazione si associa anche una buona capacità di valorizzare economicamente l'attività di ricerca, ossia di tradurre in prodotti e processi economicamente vantaggiosi le scoperte, le innovazioni e le “opere dell’ingegno”. Infatti, negli anni 1978-2000 nel settore della Bioingegneria sono stati depositati brevetti da 24 inventori accademici, corrispondenti al 73% dei docenti universitari del settore. Anche il numero crescente di immatricolati nei vari Corsi di Laurea in Ingegneria Biomedica presenti sul territorio nazionale (da 600 nel 2001, sono passati a più di 1200 nel 2004) testimonia il crescente interesse nel settore sia per ragioni culturali che di sbocchi professionali.
