Student Branch Journal
Volume 4.2 - Anno Secondo - Maggio 1998
pag. 1  -  Precedente   |   Successiva   |   Indice
Separatore


1. Dalla nostra inviata negli States...


Avreste mai pensato di sentire uno/a studente/essa pronunciare le parole:"Non mi pesa studiare, anzi è quasi divertente!"? Ebbene ecco il miracolo! ...dovuto ad un semestre alla Boston University! Come ci sono arrivata? Programma di scambio Università di Padova-Boston University: ogni semestre dieci studenti padovani usufruiscono della tuition (=tassa) da $15k di 10 studenti americani desiderosi di immergersi nell'arte e nella storia del Bò.
Et voilà... come d'incanto eccoti piombare in un altro mondo! A dieci minuti dal cuore di Boston lungo il fiume Charles. Organizzazione, disponibilità e sorrisi a 32 denti ti fanno subito sentire a tuo agio e l'equivalente locale dell'ufficio rapporti con l'estero ti mitraglia una serie di attività informative e ludiche che, nel giro di una settimana, ti sembra di esserci cresciuta!!!
Viene offerta la possibilità di alloggiare fuori campus, ma ritengo che per sei mesi valga la pena di immergersi a pieno nella vita universtaria. In questo modo si può usufruire di innumerevoli strutture: laboratori di informatica aperti 24 ore, impianti sportivi (piscine , palestre, campi...), biblioteche immense aperte fino a notte inoltrata, per non parlare delle attività offerte, come proiezioni di film gratuite, tutoring personalizzato o collettivo, attività extra curriculari di ogni genere (rollerblade, vela, fotografia, prontosoccorso...).

Quello descritto fin ora è ciò che colpisce uno studente proveniente da una struttura universitaria come la nostra, che, in quanto a strutture oltre alle aule, lascia un pograve; a desiderare, ma ciò che è veramente diverso è l'approccio all'apprendimento tutto proteso all'agevolazione dello studente, e non alla sua mortificazione, sotto ogni punto di vista. E se vi state chiedendo se i $30k annuali c'entrino in qualche modo... può essere, ma è proprio un'altra mentalità!
I corsi sono strutturati in modo tale che oltre alle ore di lezione ci siano anche le discussioni ed esercitazioni dove a tutta la classe è richiesta una partecipazione attiva che rende la materia già digerita al 90% prima di sedersi a tavolino a studiare. Per non parlare dell'aspetto concreto qui definito come "hands on" ovvero mettere le mani su ciò che si sta studiando nella teoria e visualizzarlo in laboratorio, che in un corso di studi di Ingegneria è fondamentale... almeno così, al momento del balzo nel mondo del lavoro, non si viene scioccati dal non saper distinguere una resistenza da un diodo, oppure collegare un transistor in un circuito!
Quante volte abbiamo sentito pronunciare le parole il primo giorno di lezione: "Studiate giorno per giorno e non rimanete indietro" e quante volte la nostra buona volontà dopo la quarta settimana di lezione perde il passo? Ebbene qui non te lo dicono: te lo impongono! Infatti ogni settimana ci sono i compiti per casa. Sembra di essere tornati a scuola, ma sono molto utili ed inoltre c'è sempre qualche insegnante od assistente disposto ad aiutarti in qualsiasi momento, anche fuori orario d'ufficio. Il voto finale è quindi definito da varie componenti: compitini, esame finale (mai orale), compiti per casa, laboratori e, se ci sono, quiz settimanali di verifica.

Insomma è un'esperienza che raccomando caldamente a tutti, fermo restando che la preparazione di noi ingegneri padovani sia superiore ad un bachelour con major in engineering della B.U.. L'ideale sarebbe applicare il loro metodo con i nostri programmi ed insegnanti.
Per qualsiasi tipo di informazione mi metto a disposizione per essere contattata tramite la redazione di questo giornale, anche perché le notizie che si hanno prima di partire sono molto scarse. Inoltre, invito tutti coloro che vi hanno già preso parte ad organizzare una qualche forma di benvenuto ed orientamento per gli studenti americani nostri ospiti: pur non avendone loro bisogno dal momento che l'ufficio della BU a Padova è molto efficiente, mi sembra quanto meno doveroso dopo l'accoglienza riservata a noi!


A cura di Elisabetta Marcato


Separatore IEEE Student Branch of Padova > Home > Journal > Volume 4.2 - Maggio 1998