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Volume 6.3 - Anno terzo - Dicembre 1998
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1. Le gite dello Student Branch
Lunedí 26 ottobre e martedí 24 novembre lo Student Branch ha organizzato
due visite ad aziende di Verona: la prima alla IPROM, ditta operante nel settore della
progettazione microelettronica. Vi hanno partecipato una ventina di studenti, accompagnati
dal prof. Zanoni. La visita è iniziata con un breve preambolo sull'azienda ed
è proseguita lungo i vari reparti di progettazione e testing presenti nella sede
veronese, in quanto il montaggio delleschede avviene in una sede distaccata a Rovereto.
Il progetto principale, che impegna da otto anni l'azienda, è sostanzialmente
mirato alla definizione, prototipazione e realizzazione di un protocollo di trasmissione
da utilizzare in una rete LAN inserita in un treno. Lo scopo è quello di minimizzare
l'onere relativo al cablaggio dei cavi (che in un treno raggiungono lunghezze ben superiori
al Km), rendendo le stesse funzioni attraverso una rete dorsale che percorre tutto il treno
e che permette di trasferire i dati (per esempio l'apertura delle porte, il condizionamento
o l'illuminazione) alle varie carrozze, che sono viste quindi come utenti di questa rete.
Ogni carrozza collegata al treno si configura automaticamente e questo rende tale sistema
molto flessibile. Il problema fondamentale riguarda essenzialmente i range di
operatività dei componenti equipaggiati sulle carrozze (che subiscono notevoli
sollecitazioni meccaniche e climatiche) e l'affidabilità del software diagnostico e
di controllo. Cosa non indifferente è anche lo studio e l'implementazione di un cavo
di rete che tenga conto di problemi non trascurabili come la lunghezza del treno,
l'interferenza elettromagnetica e l'ossidazione delle connessioni tra carrozza e carrozza.
Nei reparti visitati ci siamo resi conto della tecnologia all'avanguardia utilizzata, quali
componenti integrati VLSI, FPGA, ASICs, sistemi per la progettazione del layout delle schede
elettroniche, strumenti per il testing e la verifica della qualità delle singole schede
(si pensi che le schede devono essere garantite per migliaia di ore di funzionamento). La ditta
propone anche tesi da svolgere sotto forma di stage principalmente sulla progettazione di
sistemi digitali da implementare tramite FPGA e di carattere informatico sulla creazione di
software per la supervisione e la gestione delle reti. L'aspetto che ha colpito i presenti
è stata l'assoluta serietà posta nell'obiettivo del "prodotto finale"
che nel mercato deve rispondere a criteri di qualità, sicurezza e standardizzazione.
La visita si è conclusa con una breve esposizione dell'evoluzione dell'azienda in
questi anni e dei suoi futuri progetti di sviluppo.
Il secondo gruppo di studenti, accompagnati dal prof. Clemente, oltre alla IPROM ha visitato
la ditta Intercomp, nota marca di Personal Computer, che ha come sede centrale proprio Verona
ma che raggiunge tutto il territorio nazionale.
Nata agli inizi degli anni '80 la Intercomp ha cominciato la sua attività con la
produzione in proprio di schede madri e schede grafiche: alcuni noti computer "sfornati"
dalla ditta veronese - per chi si ricorda - sono stati l'XPC (i8086) e l'XAT Compact (i80286),
equipaggiati con schede grafiche HGC (la Hercules), CGA ed EGA. Ai tempi questi computer erano
dei veri gioielli tecnologici che pochi potevano permettersi (erano ancora i tempi del Commodore
e del Sinclair) e che hanno permesso alla Intercomp di esplorare un mercato nuovo e di farsi
conoscere non solo nel veronese. Purtroppo le dubbiose prospettive di mercato e la concorrenza
a livello mondiale hanno fatto sì che all'inizio degli anni '90 il reparto produzione
chiudesse per lasciare il passo ad una nuova filosofia di vendita: l'assemblaggio, il testing e
la vendita di personal computer destinati ad un mercato che chiedesse come prerogativa l'assistenza
e l'affidabilità del prodotto (soprattutto imprese e studi professionali).
Siamo dunque stati guidati lungo il percorso di assemblaggio del prodotto ed abbiamo potuto vedere
che la scelta dei componenti da parte della Intercomp impiega note marche di svariati prodotti
informatici, testate una ad una per garantire un prodotto della massima garanzia in uscita
(cosa che a volte non accade a chi si assembla il computer a casa...). Ogni macchina che esce
dalla fabbrica subisce come test finale il "burning" (cioè 24 ore in un forno
a 50 gradi con il monitoraggio in tempo reale di ogni componente) ed il test IMQ per
l'affidabilità elettrica. Inoltre ogni computer possiede una carta di identità
che lo identifica in uscita e permette in ogni momento un'assistenza mirata sul prodotto.
Tra i clienti della Intercomp figurano nomi come Telecom (server risponditori telefonici
ed altro) ed altre grosse ditte interessate alla connettività.
Per quanto riguarda il software di base, la Intercomp installa sulle proprie macchine
(in ordine di numero di installazioni) Windows (98/NT), SCO Unix, OS/2 e da un po' di tempo si
sta interessando anche al fenomeno Linux anche se l'implementazione sui computers verrà
ignorata finché non sarà disponibile un vero ed affidabile application server.
Alla fine della serata abbiamo assistito anche a qualche minuto di video-conferenza con
l'Università di Trento tramite ISDN, tecnologia quest'ultima che comincia ad interessare
le aziende e prospetta nuovi mercati di investimento per la ditta veronese.
In serata, prima di salutarci, ci sono stati dati "a caldo" alcuni consigli che vengono
qui riassunti: prima cosa, ogni occasione sia buona per avere un sapere "internazionale"
(lingue, conoscenze); seconda cosa, cercare di avere un contatto - seppur minimo - con il mondo
del lavoro anche perché l'apertura dei mercati ci obbligherà a confrontarci
a livello internazionale.
A cura di Sandro Salviato
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